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Magicamente
storie e poesie





Mariangela Gualtieri

Quando non si può attingere a una cassetta degli attrezzi, quando mancano una laurea in lettere (una laurea tout court), nozioni di metrica, conoscenza approfondita delle figure retoriche, leggere poesia diventa un vero e proprio esercizio di libertà. Si apre un libro, ci si riempie dello spazio bianco in cui galleggiano quelle poche parole scelte e disposte secondo un ordine ben preciso, ci si libera delle catene temporali che tradizionalmente inchiodano l’occhio alla pagina piena della prosa e si decide, più o meno scientemente, di affidarsi a un linguaggio e a un sentire che si nutrono proprio di questo incontro. Capita nella vita che ci si imbatta in qualcuno o in qualcosa che si riconosce immediatamente come familiare. A me è capitato con la poesia di Mariangela Gualtieri: nata in terra romagnola, dopo una laurea in architettura, decide di dedicarsi alla parola recitata, fondando con Cesare Ronconi nel 1983 il Teatro della Valdoca, e alla parola in versi. Io mi sono innamorata dei suoi versi d’amore. L’ho incontrata per caso, durante uno dei miei giri in rete.




Mio dolce

Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo
dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare
leggere.
Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno
della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci -
questo essere corpi scelti
per l’incastro dei compagni
d’amore. nei libri.







Naturale sconosciuto

Tutto davanti al volto si rivolta
nulla sta fermo nella rotazione.
Il moto della terra
avvicenda le vite
alle vite, sbenda il pulcino
dal suo guscio e lo conduce becchettando
fino alla sua forma piena
fino alla matrice, alla riproduzione
fino al rosso vivo della cresta.




C'è nel riso dell'uomo


C'è nel riso dell'uomo
la meraviglia
sotto la pelle dei pezzi di pane
da mangiare subito
si vedono le corde vive nei bracci
poi verrà la pioggia
a lavare le schiene
infilare la tosse nei petti




La sostanza dove io manco


La sostanza dove io manco è tutta avvolta nella coperta
di lana. Di quelli che più volte ho toccato ricordo le
mani le facce le pance le voci le pettinature. Mi stanno
aiutando.




Io guardo spesso il cielo

Io guardo spesso il cielo. Lo guardo di mattino nelle
ore di luce e tutto il cielo s'attacca agli occhi e viene a
bere, e io a lui mi attacco, come un vegetale
che si mangia la luce.



Nome che stai al centro

Nome che stai al centro,
il tuo suono ciocca e s'imperla di voci
ma nessuna ti tiene, nessuna ti osa in
suoni, in lettera e in cifra. Nelle tue solitudini
di mai chiamato. Come tutto è assai strano.
A me sembra. Assai strano.
Ti piantóno, ti indago, mi avvicino in
millimetri. Ti ho nella voce
senza che esca in suono.



Ma se non ci fosse il cielo diurno


Ma se non ci fosse il cielo diurno o quello
stellante cielo se. Come bruchi
noi allora, come fiori schiacciati
nei libri.




Il firmamento è il capogiro di Dio


Il firmamento è il capogiro di Dio
la sua bestia stellata che conduce
il fuoco nelle strettoie del buio.
...
Sul ramo
ora Dio con piccoli scatti
collauda la primavera
fino alla cassaforte
del fiore. Prega.
Lo fa col colore.
Lo fa con la luce.
...
Allora io
insemino la gioia
in questa cosa che non consiste
però esiste e tiene entrambi appesi.
La gioia ce la metto io”.

Mariangela Gualtieri

dal web
Letto volte.

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