/Poesie/Poesie d'autore/ Wystan Hugh Auden
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storie e poesie


Ogni giorno nasce un artista

Il 21 febbraio del 1907 nacque Wystan Hugh Auden, uno dei più grandi poeti inglesi,
lo stesso giorno ma nel 1815 era nato a Lione il pittore Ernest Meissonier.


Ecco qui alcuni dei loro "lavori"



Giocatori di carte


Una sera che ero uscito a spasso

Una sera che ero uscito a spasso,
a spasso in Bristol Street,
sul lastrico le folle erano campi
di grano pronto per la mietitura.

E lungo il fiume in piena
udii un innamorato che cantava
sotto un'arcata della ferrovia:
"l'amore non ha fine".

"Io ti amerò, mio caro, ti amerò
finché la Cina e l'Africa s'incontrino
e il fiume schizzi sopra la montagna
e per la strada cantino i salmoni".

"Io ti amerò finché l'oceano sia
ripiegato e steso ad asciugare
e vadano la sette stelle urlando
come oche in giro per il cielo".

"Come conigli correvano gli anni
perché io tengo stretto fra le braccia
il Fiore delle Età
e il primo amore al mondo".

Ma tutti gli orologi di città
si misero a vibrare e rintoccare:
"Oh, non lasciarti illudere dal Tempo,
non puoi vincere il Tempo".

"Nelle tane dell'Incubo,
dove Giustizia è nuda,
dall'ombra il Tempo vigila
e tossisce se ha voglia di baciare".

"Tra emicranie e in ansia
vagamente la vita cola via
e il Tempo avrà vinto la partita
domani o ancora oggi".

"In molte verdi valli
si accumula la neve spaventosa;
il Tempo spezza le danze intrecciate
e dell'alteta lo stupendo tuffo".

"Oh, immergi nell'acqua le tue mani,
giù fino al polso immergile
e guarda, guarda bene nel catino
e chiediti che cosa hai perduto".

"Nella credenza scricchiola il ghiacciaio,
il deserto sospira dentro il letto
e nella tazza la crepa dischiude
un sentiero alla terra dei defunti".

"Dove i barboni vincono bei soldi
e il Gigante fa le moine a Jack
e l'Angioletto è un nuovo Sacripante
e Jill finisce giù lunga distesa".




"Oh, guarda, guarda bene nello specchio,
guarda nella tua ambascia;
la vita è ancora una benedizione
anche se benedire tu non puoi".

"Oh, rimani, rimani alla finestra
mentre bruciano e sgorgano le lacrime;
tu amerai il prossimo tuo storto
con il tuo storto cuore".

Era tardi, già tardi quella sera,
loro, gli amanti, se ne erano andati;
tutti i rintocchi erano cessati
e il gran fiume correva come sempre.


Wystan Hugh Auden



Alla stazione di scambio


Musée Des Beaux Arts (1938)


Sulla sofferenza non erano mai in torto,
i Vecchi Maestri: come capivano bene
la sua umana posizione; come essa si svolga
mentre qualcun’altro mangia o apre una finestra o cammina annoiato;
come, mentre i vecchi attendono rispettosi e appassionati
la nascita miracolosa, ci siano sempre
bambini a cui non importa niente che essa avvenga, e pattinano
su uno stagno al limite del bosco;
non dimenticavano mai
che anche il tremendo martirio deve avere il suo corso
in qualche modo in un angolo, in qualche squallido posto
dove i cani continuano a vivere da cani e il cavallo del torturatore
si gratta l’innocente deretano contro un albero.

Nell’Icaro di Breughel, per esempio: come ogni cosa si volge
del tutto tranquilla dal disastro; il contadino
può avere udito il tonfo, il grido desolato,
ma per lui non era un problema importante; il sole splendeva
come doveva fare sulle bianche gambe che scompaiono nel verde
dell’acqua; e la nave lussuosa e snella che aveva pur visto
qualcosa di sorprendente, un ragazzo che cade dal cielo,
sapeva dove andare e calma continuava a navigare.




Generale Desaix e il contadino


CANZONE

Pesci nei placidi laghi
sfoggiano scie di colori,
cigni nell'aria invernale
hanno un candore perfetto
e incede il grande leone
per il suo bosco innocente;
leone, pesci e cigno
in scena e già sono andati
sull'onda irruente del Tempo.

Noi, finchè i giorni d'ombra son maturi,
noi dobbiamo piangere e cantare
del dovere il sopruso consapevole,
il Diavolo nell'orgoglio,
la bontà portata attentamente
per espiazione o per nostra fortuna;
noi i nostri amori li dobbiamo perdere,
volgendo uno sguardo invidioso
a ogni animale e uccello che si muove.

Sospiri per folliecompiute e dette
attorcono i nostri angusti giorni,
ma devo benedire e celebrare
che tu, mio cigno, avendo
tutti i doni che Natura
impulsiva ha dato al cigno,
la maestà e l'orgoglio,
vi aggiungessi ieri notte
il tuo amore volontario.


Napoleone e il suo esercito

OH, COS'È QUESTO RUMORE

Oh, cos'è quel rumore lancinante
giù nella valle, un rullare, un rullare?
Nient'altro che i soldati in marcia, caro,
i soldati scarlatti.

Oh, cos'è quella luce che mi abbaglia
in lontananza come un lampo, un lampo?
Non è che il sole sulle armi, caro,
mentre avanzano svelti.

Oh, che fanno con tutti quegli arnesi,
cosa faranno stamane, stamane?
Solo manovre, come sempre, caro,
o forse è un segnale.

Oh, perché sono usciti in strada
e voltano il capo, in fila, in fila?
Sarà arrivato un contrordine, caro.
Ma perché ti inginocchi?

Oh, non si sono fermati dal dottore
né frenano i cavalli, i cavalli?
Bé, di feriti non ne hanno, caro,
nessuno in quei reparti.

Oh, è il parroco che cercano, quel vecchio
tutto bianco, sarà lui, sarà lui?
No, vanno oltre, oltre il cancello, caro,
senza fargli visita.

Oh, toccherà al fattore qui accanto,
a lui che è così furbo, così furbo?
La fattoria l'hanno passata, caro,
e già stanno correndo.

Oh, dove vai? Rimani qui con me!
Le tue promesse erano inganni, inganni?
No, ho giurato di amarti, caro,
ma ora devo andare.

Oh, è rotto il chiavistello, è a pezzi l'uscio,
oh, la via che hanno scelto è questa, è questa;
hanno così pesanti gli stivali
e hanno occhi di fuoco.



Self Portrait Lungo I de la Route Salice, Antibes


SOTTO UN ABIETTO SALICE

Sotto un abietto salice
non ti affliggere più, innamorato:
segua al pensiero rapida azione.
A che serve pensare?
La tua incessante prostrazione
mostra quanto sei freddo;
alzati, su, e ripiega
la tua mappa di desolazione.

I rintocchi che scorrono sui prati
da quella fosca guglia
suonan per queste ombre senza amore
che all'amore non servono.
Ciò che è vivo può amare: perché ancora
piegarsi alla sconfitta
con le braccia incrociate?
Attacca e vincerai.

Stormi di anatre in volo sul tuo capo
e sanno dove andare,
freddi ruscelli in corsa ai tuoi piedi
e vanno verso l'oceano.
Cupa e opaca è la tua costernazione:
cammina, dunque, vieni,
non più così tarpato
in preda alla tua soddisfazione.



Le rovine del Palazzo delle Tuileries dopo la Commune



NINNANANNA

Posa il capo assopito, amore mio,
umano sul mio braccio senza fede;
tempo e febbri avvampino e cancelliano
ogni bellezza individuale, via
dai bambini pensosi, e poi la tomba
attesta che effimero è il bambino:
ma finch'è spunti il giorno mi rimanga
tra le braccia la viva creatura,
mortale sì, colpevole, eppure
per me il bello nella sua interezza.

Anima e corpo non hanno confini:
agli amanti che giacciono sul suo
tollerante declivio incantato
in preda al deliquio ricorrente,
solenne la visione manda Venere
di soprannaturale armonia,
di universale amore e speranza;
mentre un'astratta intuizione accende,
in mezzo ai ghiacciai e fra le rupi,
dell'eremita l'estasi carnale.

Passano sicurezze e fedeltà
allo scoccare della mezzanotte
come le vibrazioni di campana,
e forsennati alla moda lanciano
il loro pedantesco, uggioso grido:
il costo fino all'ultimo centesimo
- sta scritto in tutte le temute carte -
andrà pagato, ma da questa notte
non un solo bisbiglio, nè un pensiero,
non un bacio o uno sguardo sia perduto.

Bellezza muore, e mezzanotte, ed estasi:
che i venti dell'alba, mentre lievi
spirano intorno al tuo capo sognante,
mostrino un giorno di accoglienza tale
che occhio e cuore pulsino e gioiscano,
paghi di un mondo, il nostro, che è mortale;
meriggi di arsura ti ritrovino
nutrito dei poteri involontari,
notti di oltraggio ti lascino andare
sorvegliato da ogni umano amore.



Alexandre Dumas


JOHNNY

Oh, la valle in estate dove io e il mio John
lungo il profondo fiume andavamo su e giù
mentre i fiori nell'erba e gli uccelli nell'aria
ragionavano dolci del reciproco amore,
e io sulla sua spalla dicevo: "Su, giochiamo":
ma lui con un cipiglio di tuono se ne andò.

Oh, il venerdì ricordo, era sotto Natale,
quando noi due andammo a quel ballo benefico,
così liscia la pista e chiassosa l'orchestra,
e Johnny così bello che ero così fiera;
"Stringimi forte, Johnny, balliamo fino all'alba":
ma lui con un cipiglio di tuono se ne andò.

Scorderò mai la sera nel palco al gran galà
quando pioveva musica da ogni ugola stupenda?
Pendevano abbaglianti le perle e i diamanti
da ogni abito di seta argentata o dorata:
"Oh, Johnny, mi sento in cielo" io dissi in un bisbiglio:
ma lui con un cipiglio di tuono se ne andò.

Oh sì, ma era bello come un giardino in fiore,
alto e slanciato come la grande Torre Eiffel,
quando si spense il valzer sull'ampia promenade
oh, quel sorriso e gli occhi mi andaron dritti al cuore;
"Oh, caro Johnny, sposami, ti amerò e obbedirò":
Ma lui con un cipiglio di tuono se ne andò.

Oh, questa notte, Johnny, io ti ho sognato, amore,
su un braccio avevi il sole e sull'altro la luna,
tutto azzurro era il mare ed era verde l'erba,
ogni stella agitava un tamburello tondo;
io ero in un abisso giù a diecimila miglia:
ma tu con un cipiglio di tuono te ne andavi.



Partita a carte



ALLA FINE IL SEGRETO VIENE FUORI

Alla fine il segreto viene fuori,
come deve succedere ogni volta,
è matura la deliziosa storia
da raccontare all'amico del cuore;
davanti al tè fumante e nella piazza
la lingua ottiene quello che voleva;
le acque chete corrono profonde
mio caro, non c'è fumo senza fuoco.

Dietro il morto in fondo al serbatoio,
dietro il fantasma sul prato da golf,
dietro la dama che ama il ballo e dietro
il signore che beve come un matto,
sotto l'aspetto affaticato,
l'attacco di emicrania e il sospiro
c'è sempre un'altra storia,
c'è più di quello che si mostra all'occhio.

Per la voce argentina che d'un tratto
canta lassù dal muro del convento,
per l'odore che viene dai sanbuchi,
per le stampe di caccia nell'ingresso,
per le gare di croquet in estate,
la tosse, il bacio, la stretta di mano,
c'è sempre un segreto malizioso,
un motivo privato in tutto questo.








Wystan Hugh Auden

Nato a York, in Inghilterra, il 21 febbraio 1907, vissuto per tre decenni in America, morto in Austria, a Kirchstetten, il 29 settembre 1973, Wystan Hugh Auden è stato uno dei pochi grandi poeti di metà Novecento.L’aver vissuto dal 1936 al 1945 fra guerra civile spagnola e seconda guerra mondiale un cruciale passaggio d’epoca, con tutti i mutamenti di situazione storica e letteraria, fa di lui un maestro in bilico fra le due metà del secolo e proprio per questo ancora in gran parte da riscoprire e da interpretare.Auden esordì negli anni Trenta come scrittore impegnato e di sinistra, come ironico e sarcastico demistificatore della cultura borghese e leader letterario di un gruppo di giovani autori studenti a Oxford, tra cui Christopher Isherwood, Cecil Day Lewis, Louis MacNeice, Stephen Spender. Nel 1937 partecipò brevemente come autista del soccorso medico alla guerra civile spagnola. L’anno prima aveva sposato la figlia di Thomas Mann, Erika, allo scopo di farle ottenere il passaporto inglese e permetterle di uscire dalla Germania nazista. Nel 1939 Auden si trasferisce con Isherwood negli Stati Uniti suscitando parecchie reazioni polemiche, dato che il loro gesto venne interpretato come una diserzione morale dall’Inghilterra e dall’Europa minacciate da Hitler. Prenderà la cittadinanza americana nel 1946 e diventerà sempre di più uno scrittore ammirato nell’ambiente newyorkese, esercitando una notevole influenza su poeti più giovani come John Ashbery.Negli anni inglesi aveva conosciuto T.S. Eliot (che lo pubblicò per la prima volta sulla sua rivista Criterion) e fu amico di E.M. Forster. Negli anni americani fu in contatto fra l’altro con intellettuali e scrittori tedeschi come Klaus Mann, Erich Heller e Hannah Arendt. Per la sua cultura ebbero una fondamentale importanza sia la filosofia e la critica sociale (Marx e Freud all’inizio, poi Kierkegaard e Simone Weil), sia il teatro (Shakespeare, Ibsen) e il teatro musicale (Mozart, Verdi). Oltre che da Yeats e da Eliot, in gioventù fu influenzato da Rilke (per poco e negativamente, disse) poi soprattutto da Brecht e più tardi da Karl Kraus (con Isherwood era stato a Berlino per ragioni di studio nel 1928-29). Negli anni Cinquanta Auden trascorreva metà dell’anno a New York e metà a Ischia. In seguito sostituì l’isola napoletana sempre più rumorosa con il piccolo villaggio austriaco di Kirchstetten, vicino Vienna. Con il suo compagno Chester Kallman scrisse alcuni libretti d’opera, tra cui quello per La carriera di un libertino di Igor Stravinskij, che andò in scena nel 1951 alla Fenice di Venezia. Tra i suoi libri di poesia più importanti e noti, Un altro tempo (1940), L’età dell’ansia (1947), e la breve raccolta postuma Grazie, nebbia (1974). Assai rilevante è la sua attività di saggista, documentata soprattutto nel volume La mano del tintore (1962).




Autoritratto

Meissonier, Jean-Louis-Ernest, nacque a Lione il 21 febbraio 1815 e morì a Parigi il 21 gennaio 1892. Si fece conoscere dapprima, a Parigi, per buone illustrazioni romantiche (Paul et Virginie, La chaumière indienne, 1838); si volse poi, ottenendo immediato successo, a una pittura di genere, nel gusto dei piccoli maestri olandesi del sec. 17º, precisa nei particolari, fedele nella ricostruzione del costume (Giocatori di scacchi, 1856, Amburgo, Kunsthalle; Lettore, 1857, Parigi, Musée d'Orsay, ecc.); la stessa ossessiva meticolosità caratterizza le scene di vita militare ispirate all'epopea napoleonica (1814, Parigi, Musée d'Orsay). In alcune opere si espresse con maggiore immediatezza e risultati di grande levatura.
Letto volte.

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