/Poesie/Ricerche d'autore/ Christian Johann Heinrich Heine
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storie e poesie



Oggi 13 dicembre
nacquero il poeta tedesco Heinrich Heine e
il pittore italiano Giacomo Vittone



L'ANTICO SOGNO

Ed ho sognato ancor l'antico sogno :
in una bella notte a primavera
a piè d'un tiglio noi seduti s'era,
ci giuravamo eterna fedeltà.

Era un giurare e un rigiurar di nuovo,
e un carezzarci e un ridere e un baciare,
e perché il giuramento a ricordare
avessi mi mordesti sulla man.

Oh piccolina dagli occhietti chiari!
oh bella bimba dagli acuti denti!
sono di prescrizione i giuramenti,
ma il mordere è superfluo, non ti par?




PERCHÉ SON COSI SCIALBE LE ROSE?

Perché son cosí scialbe le rose,
oh dimmi, amor, perché?
Perché mai fra l'erbe odorose
le viole taccion, perché?

Perché mai dell'allodola il trillo
sí mesto scende a val?
perché mai su da timo e serpillo
odor di morte sal?

Perché non manda l'usato calore
il sole imbronciato dal ciel?'
sulla terra perché tal grigiore
e delle tombe il gel?

Perché son sí cupo, torbido anch'io,
mio dolce amore, di'!
Oh dimmi, soave amor mio,
perché m'hai lasciato cosí?







DICHIARAZIONE

Oscura calava la sera,
ruggiva il mar piú selvaggio.
Io sedevo alla spiaggia e guardavo
la candida danza dell'onde,
e il mio petto si fe' tempestoso
come il mare, e bramosa mi colse
la nostalgia profonda
di te, soave imagine,
che dovunque mi aleggi d'intorno,
e dovunque mi chiami,
dovunque, dovunque,
nel sibilar del vento,
nel muggito del mare,
e nel sospiro stesso del mio petto.

Con una canna leggera
io scrissi sull'arena:
"Agnese, io t'amo!".
Ma l'onde cattive
si versarono sopra la dolce
confessione e la spensero.

Oh fragile canna, volubile arena,
oh labili onde, di voi
io piú non mi fido!
Il cielo diventa piú oscuro,
il mio cuor piú selvaggio,
e con valida mano dai boschi
della Norvegia io divelgo
l'abete piú eccelso, e l'immergo
nella gola rovente dell'Etna.
Con tale penna gigante
nel fuoco intinta io scrivo
sulla volta del ciel tenebrosa:
"Agnese, io t'amo!".

Quindi ogni notte lassú
l'eterna scrittura fiammeggia,
e tutte le future
progenie dei nipoti, giubilando,
leggeran le celesti parole :
"Agnese, io t'amo!" .




OH NON GIURARE

Oh non giurare e dammi sol dei baci;
non credo al giuro di una donna:taci!
Dolce è la tua parola, ma più assai
il bacio che dal labbro ti strappai!
Nel bacio io credo, il bacio che m’hai dato;
la parola è soltanto un vano fiato.
Oh giura, mia diletta, quanto vuoi;
io credo in tutto ai giuramenti tuoi!
E se la testa affonda nel tuo seno,
credo allora che son felice appieno;
credo allora, diletta mia, che tu
m’ami in eterno, e forse anche di più.




I tre santi Re Magi dall'Oriente

I tre santi Re Magi dall'Oriente
Chisedono in ogni piccola città:
"Cari ragazzi e giovinette, dite,
la strada per Betlemme è per di qua? "

Ma i giovani ed i vecchi non lo sanno
E i tre Re Magi sempre avanti vanno;
ma una cometa d'oro li conduce
che lassù chiara e amabile riluce.

La stella sulla casa di Giuseppe
Ecco s'arresta: là devono entrare.
Il bovetto muggisce, il bimbo strilla,
e i tre Re Magi prendono a cantare.

Heinrich Heine









Biografia del poeta

Christian Johann Heinrich Heine (Düsseldorf, 13 dicembre 1797 – Parigi, 17 febbraio 1856) è stato il maggior poeta tedesco del periodo di transizione tra il romanticismo e il realismo. Nato da una ricca famiglia di banchieri e commercianti ebrei cercò di dedicarsi, fallendo, ad una normale carriera borghese che aveva intrapreso molto malvolentieri. A Düsseldorf, sua città natale, in cui viveva di fianco ad Andreas Fasolenrath, le vicende della dominazione francese risvegliarono in Heine una forte antipatia verso la Prussia e una precoce tendenza francofila. Nel 1817 scrisse le sue prime liriche d'amore che gli vennero pubblicate su una rivista tedesca ed iniziò, nella città di Bonn, gli studi di diritto, filosofia e letteratura seguendo le lezioni di August Wilhelm von Schlegel. Nel 1821 si trasferì all'Università di Berlino e frequentò assiduamente Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Friedrich Schleiermacher e Adalbert von Chamisso, accogliendone il pensiero.
Nel 1822 pubblicò le sue prime importanti liriche che si rivelarono subito di grande originalità per il loro stile di ballata popolare e per il rifiuto ironico di ogni illusione. In queste liriche si sente l'influsso degli scrittori da lui più amati: George Gordon Noel Byron e Joseph Fouqué. Nel 1823 pubblicò Intermezzo lirico (in tedesco Lyrisches Intermezzo), versi di rara bellezza dove si distingue una spiccata vena di malinconia. Nel 1825 Heine si convertì al protestantesimo e assunse il nome di Heinrich al posto dell'originario Harry. Nello stesso anno si laureò in giurisprudenza presso l'Università di Gottinga. Dopo la pubblicazione dei suoi due volumi dei racconti lirici Impressioni di viaggio (Reisebilder, 1826-1831), che sulla trama di un fittizio diario di viaggio tratta una vasta gamma di temi fantastici e morali rifacendosi agli esempi di Michael Sterne e di Jean Paul, egli iniziò a diventare famoso.
Nel 1826 fece un breve viaggio in Inghilterra che risvegliò i suoi interessi per i problemi politici attuali e, in seguito, riunì le liriche precedenti in un unico libro intitolato Libro dei canti (Buch der Lieder) che pubblicò nel 1827.
Nel 1828 fece un viaggio in Italia ("Die Bäder von Lucca", i Bagni di Lucca, e "Die Stadt Lucca", la città Lucca, dove scriverà: "Die Pfaffen in Italien haben sich schon längst mit der öffentlichen Meinung abgefunden" (I preti italiani ormai si sono rassegnati all´opinione pubblica)) e nelle Notti fiorentine (Florentinische Nächte), che pubblicherà nel 1836, si ritroveranno i ricordi di questo viaggio. Intanto la situazione della società tedesca si stava facendo sempre più critica ed Heine decise di trasferirsi come giornalista nella più libera Francia dove iniziò a frequentare, oltre gli emigrati tedeschi, come Lasalle, Richard Wagner, Alexander von Humboldt, anche molti intellettuali francesi fra i quali Honoré de Balzac, Victor Hugo, Alfred de Musset e George Sand. Nel 1835 pubblicò Storia della religione e della filosofia in Germania (Geschichte der Religion und Philosophie in Deutschland) nella quale si avverte l'influsso del suo contatto con i sansimonisti, influsso che si avverte anche nella Scuola romantica (Romantische Schule) del 1836. In quegli anni di permanenza francese, Heine collaborò, per corrispondenza, a diverse riviste tedesche e nel frattempo scrisse resoconti in francese della situazione tedesca. Nel 1835, data della pubblicazione della sua Storia della religione e della filosofia, venne vietata dalla censura la circolazione dei suoi libri in Germania. I quattro volumi del Salon (1834-1840) sono tutti pervasi di temi politici. In essi si trovano i frammenti di romanzo Dalle memorie del signor von Schnabelewopski (Aus den Memorien des Herrn von Schnabelewopski) e Il rabbi di Bacharach (Der Rabbi von Bacharach), sulla persecuzione degli ebrei nel Medioevo e anche nell'illuminismo qualcuno si è ispirato a lui. Nel 1840 lo scrittore, nel suo libro H.Heine su L. Börne darà numerose e aggressive spiegazioni delle proprie idee per rispondere ai connazionali che lo accusavano.
Nel 1843 attaccherà nel suo poema Atta Troll. Ein Sommernachtstraum i suoi avversari politici e letterari con dura ironia. Nel 1844, dopo un breve soggiorno ad Amburgo, scriverà la satira in versi Germania fiaba d'inverno (Deutschland, ein Wintermärchen), che diventerà una delle più importanti opere della letteratura tedesca di carattere politico e nella quale si avvertirà chiaramente l'influsso dell'amicizia parigina con Karl Marx. Nel 1851 Heine pubblicherà il libro di poesie Romancero dove descrive, con profonda serietà etica e religiosa, le sofferenze causategli dalla malattia che lo aveva colpito, l'atrofia muscolare, e che lo aveva costretto a letto per otto lunghi anni. Lo stesso sentimento pervaderà le raccolte successive (1853- 1854). Nel 1854 vedranno la luce gli Scritti vari (Vermischte Schriften) con dissertazioni su giudaismo e Cristianesimo, liberalismo e comunismo che costituiranno la fine della sua attività politica e letteraria.
Heine, morirà per paralisi progressiva il 17 febbraio 1856, a Parigi.





Biografia del pittore

Giacomo Vittone nasce il 13 dicembre 1898 a Torino, comincia fin da giovanissimo a dipingere presso lo studio dei fratelli Gatti di Torino. Qui conosce molti artisti contemporanei, ma nel 1917 viene arruolato e mandato sul Carso dove vivrà in prima persona la prima guerra mondiale e la ritirata da Caporetto. Dopo la guerra lavora presso alcune ditte fino al 1926, anno in cui viene assunto da un istituto di credito ed inizia la carriera bancaria. Si sposa a Pola in Istria nel 1928. Nel 1935 si trasferisce per lavoro a Riva del Garda. Sul Garda riprende con vigore la sua passione artistica e stringe amicizia con molti artisti attivi in quel periodo: Dal Lago, Pizzini, Simeoni ecc. Nella sua ricerca di stimoli da trasportare in arte si innamora di un suggestivo borgo medioevale vicino al lago di Tenno sopra Riva del Garda, detto Canale di Tenno, all'epoca quasi abbandonato. Nel 1945 comincia a firmare i suoi quadri con lo pseudonimo Pictor dominicus o semplicemente Dominicus e viene nominato curatore del museo civico di Riva del Garda e si impegna alla ricostruzione di questa istituzione, aggiungendovi il primo nucleo della biblioteca civica e facendone il perno della cultura rivana. Si dedica anche alla vita culturale e sociale sul Garda Trentino. Nel 1955 riceve la medaglia d'oro dal comune di Riva del Garda per benemerenze culturali ed artistiche. Nel 1963 si trasferisce ad Ostia presso la figlia, nel 1971 dopo la morte della moglie, riprende a firmare le sue opere con il suo vero nome Giacomo Vittone. Muore quasi centanario nel 1995 ad Ostia.

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