/Poesie/Ricerche d'autore/ Andrea Salvatici
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Magicamente
storie e poesie




Sono al telefono con mia madre


In una pausa telefonica
colgo
le mie ginocchia sbucciate,
la mia testa grossa,
la sinagoga,
un brutto voto a scuola,
la mia bocciatura in prima elementare,
un compleanno con lei e mio fratello,
da soli,
sempre da soli
corteggiavamo le candeline.
Un aereo che sorvolava la mia città,
lo salutavo ogni volta
saltando come un rana
verso l'alto.
Una donna giovane e bella
che ci portava al cinema.

Adesso allungo quella pausa telefonica
come la sfoglia fatta in casa.

Adesso per la prima volta
sono un principiante nel tirare
il mio dolore:

mi trovo nelle mani
due metà dell'amore.







A parte una gatta ...


A parte una gatta,
non possiedo nulla.
E ciò mi rende libero.
Molto libero.
Come piantare
un seme
di una pianta sconosciuta.




Assenza


Assenza
cerchi di cantare
in un coro di vetri rotti

davanti ai miei occhi
solo immagini a metà

appuntite
come coltelli.




Se la mia inquietudine


Se la mia inquietudine

avesse i tuoi tratti,

Cristo

sarebbe un mercante

fuori dal tempo.




Ai miei genitori

Dentro una cuccia
riposava una cagnetta.

Oggi non c'è più.

Oggi
una donna
è distesa sul letto
e guarda in silenzio
le orbite di fumo
allontanarsi dalla sua bocca
e tendersi
fino al limite dell'azzurro
prima di scomparire.

Oggi
un uomo
vorrebbe ritornare in Africa
in quel villaggio
dove una notte
da solo
avvicinò il cielo stellato
alla capanne
con un filo di rame.

Oggi
tutto si consuma.

Oggi
tutto sopravvive,
almeno per un attimo
nell'ozio attento
di una penna.




Da parte di un figlio che non conosce


Ho trascorso il pomeriggio
con lei
in reparto.

Saccheggiando con forza
manciate d'ipotesi
manciate di stelle cadenti
dai suoi sguardi
dai suoi dubbi.

Le faccio una carezza
da parte di un giovane
che non conosce.
Da parte di un figlio
che non conosce.

Lei sorride
e subito
accoglie
quel gesto
quel pensiero

nel suo amore materno.


Andrea Salvatici



Andrea Salvatici

Il suo primo libro per bambini è nato a poco a poco nel blog che da due anni segue sul sito del «Corriere della Sera» e dal titolo emblematico Il posto delle favole. A poco a poco, giorno dopo giorno, Andrea Salvatici si è reso conto che stava prendendo corpo un vero e proprio racconto, Jacob, il bambino di creta, nato da una suggestione e dall’innescarsi di una catena di pensieri e riflessioni:
"Ero in Israele, esattamente a Tel Aviv, durante lo Shabbat – racconto Andrea Salvatici – ero in un luogo pieno di bambini che festeggiavano felici e mi sono trovato a pensare: Cosa succederebbe se ora arrivassero i nazisti? Se accadesse la tragedia che a Roma ha colpito 1022 ebrei, fra cui 200 bambini, il 16 ottobre del 1943? Solo in 17 persone tornarono dai campi di concentramento e tra loro nessun bambino. Tutte queste cose insieme mi hanno fatto pensare a una storia che raccontasse i pensieri e le fantasie di tutti quei piccoli che non sono mai tornati dai campi di concentramento.»
Il libro è stato pubblicato in pochissimo tempo e quasi subito si è trasformato anche in altro: a partire dai laboratori di creta fino allo spettacolo a cui state lavorando.
La storia è piaciuta ad Einaudi che in pochissimi mesi l’editore ha deciso di pubblicarla. Dopo il libro sono arrivate le richieste di presentazioni, momenti straordinari in cui incontravo e continuo ad incontrare i bambini. Insieme allo scambio di emozioni sulla storia quasi naturalmente è venuta la voglia di fare, così sono nati i laboratori in cui i piccoli lettori creano il loro bambino di creta o altri personaggi presenti nella fiaba."
Letto volte.

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