/Poesie/Ricerche d'autore/ Mario Novaro
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Magicamente
storie e poesie





Aria di primavera

Giovine luce,
aria di primavera!
soffici nuvole bianche
ragnano il cielo puro:
chiama
la numerosa alterna
voce del mare.




Pentecoste

Pentecoste
campane del pomeriggio
lucido verde al sole
turchino di mare con sparse vele nuvole chiare
delle selve d’ulivi respiro mite

e le campane
con tocchi chiari blandi
oh come tutto sarebbe felice
se potesse vanire
nel blando suono
delle campane.






SOSPIRO


Sempre un sospiro nuovo
mi resterà nel cuore,
poi che anzi l'alba io vidi all'oriente la luna
che in mare tendeva
languida trama di un sogno di maggio

e Venere la seguiva
in un incanto di raggio e cielo più terso:
mormorava il mare alla riva:
e in un bruno pallor l'aria odorava
gonfia di primavera:
mentre gli uccelli fra le rame dei pini
ancora muti aspettavano il giorno.




Mi cuocio al sole

Fra un leccio un pino un ulivo
è un tondo d'erba al sole
con rossi cardi timi sfioriti
acerbe spighe d'avena che dondolano sul mare.
Altro non vedo
che questo tondo d'erba alto sul mare.
E mi cuocio al sole
fra voli di farfalle
sparsi canti di uccelli
ansia di mare.


Mario Novaro







Cenni Biografici

Mario Novaro nacque a Diano Marina il 25 settembre 1868 e morì a Ponti di Nava il 9 agosto 1944.
Fratello dello scrittore Angiolo Silvio Novaro, nacque da famiglia economicamente agiata e dopo aver condotto brillantemente gli studi liceali si iscrisse all'Università di Berlino dove nel 1893 si laureò in filosofia ottenendo l'anno seguente la laurea anche all'Università di Torino.
Fece parte attiva della vita letteraria dei primo anni del Novecento e fondò nel 1899 la rivista La Riviera Ligure, da lui diretta fino al 1919, anno della sua cessazione. Ospitò nel suo giornale i poeti e gli scrittori emergenti della poesia italiana del secolo, come Pascoli, Roccatagliata, Jahier, Boine e Sbarbaro.
Scrisse in età giovanile alcuni saggi di carattere filosofico e raccolse tutte le sue poesie, che hanno come tema principale l'aspro paesaggio ligure, in un volume intitolato Murmuri ed echi che vide le stampe nel 1912. Fu anche il curatore dell'edizione delle opere di Boine che sentiva affine negli interessi soprattutto di carattere etico.

Letto volte.

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