/Poesie/Ricerche d'autore/ Tommaso di Ciaula
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Magicamente
storie e poesie




LA VECCHIA


Ammiro la vecchia pazza,
la fanatica delle galline
che si barrica in casa,
e chiude e richiude finestre:
non vuole vedere la luna,
accende e riaccende candele,
dialetta con le ombre
e borbotta come una pentola rotta.
Ammiro la vecchia pazza
la fanatica della treccia
nel giardino accumula
immondizie e feccia,
la fanatica della scopa.
Topi e lenticchie
sbiadito è il drappo rosso
muore la vecchia nel fosso.
Ammiro la vecchia che annega nel fosso.







DIETRO LA PORTA


La mia ragazza
guarda la luna
mangia la mela.
Ieri notte non le potevo contare
i capelli nella lana,
la pallina rossa nella stanza
seminava sangue di gazzelle.
La mia ragazza
guarda la luna
mangia la mela.
Ieri notte ho contato
chilometri di rose sul suo corpo.
Dietro la porta
la canzone azzurra del vento,
dietro la porta
il fischio antico dello zappatore
e il canto tragico del gallo mattutino
arruffato di penne e di sogni.







DALLA FINESTRA ROTTA


Aspetto che la vigna
nella finestra cambi colore,
cambi direzione il vento.
S'impigliano cornacchie nel cielo.
Si dice che verrà la notte
sul dorso di una rana
e di una stella,
il vento suona un macabro flauto
dalla finestra rotta.






IO SONO L'UOMO DEI FORNI


Io sono il dio vulcano dell'officina:
quello che vi acceca
con zaffate di fumo,
che vi soffoca
con sulfuree nubi
e vi spaventa
coi fuochi coi lampi.
Io sono l'uomo della tempera
dalle larghe cicatrici,
giorno per giorno
tra questi olii
tra questo fuoco rosso
la mia pelle si copre di piaghe
facendomi somigliare
ad un piccolo mostro.
Impazzisco di caldo
tra i forni l'estate
meglio l'inverno
io sono l'uomo
di questo piccolo inferno
io sono l'uomo delle scottature
queste sono le mie avventure.






LA MIA AVVENTURA


Ammucchiare sudore
col sole
al canto lontano delle cicale.
Ammucchiare sudore
col freddo
all'urlo lontano del vento.
Formare montagne di trucioli
con in cambio
una busta elegante
ma con pochi soldi da campare.
Questa è la mia avventura
che dura
finchè ci saranno
montagne di ferro da plasmare.


Tommaso Di Ciaula

La sua poesia, almeno quella che vi presento ora, si trova a metà strada tra la descrizione e la rilettura simbolica del reale. Il versificare diventa espressione dello stupore di fronte alla vita, la realtà smette di essere piatta rappresentazione di ciò che si vede per trasformarsi nella metafora di un'interpretazione, un intreccio di suggestioni e di riflessioni alla ricerca di un equilibrio impossibile da definire.




Cenni biografici dell'autore

Tommaso Di Ciaula è nato ad Adelfia (Ba) il 27 settembre del 1941, già tornitore meccanico, vive a Modugno. Ha pubblicato la raccolta di poesie CHIODI E ROSE (Matera 1970, Bari), il romanzo TUTA BLU (con prefazione di Paolo Volponi, Feltrinelli, Milano 1978/ Stampa alternativa 1994), la raccolta di poesie L'ODORE DELLA PIOGGIA (con prefazione di Giovanni Giudici, Laterza, Bari 1980), il romanzo PRIMA L'AMARO POI IL DOLCE (Feltrinelli, Milano 1981), l'antologia di racconti FRAGMENTA (EDP, Modugno 1985/ Premio D'Annunzio 1989), il romanzo ALI DI PIETRA (Delphos, Bari 1991) e la raccolta di poesie IL CIELO, LE SPINE, LA PIETRA (Argo, Lecce 1995). Collabora con Il Manifesto, il Corriere del Giorno e con La Gazzetta del Mezzogiorno, sulle cui pagine gestisce da vent'anni la rubrica domenicale Tempi moderni. Attualmente vive a Bitetto. Il Consiglio dei ministri del 17 dicembre 2009 ha riconosciuto allo scrittore l'assegno straordinario vitalizio previsto dalla legge cosiddetta "Bacchelli", per speciali meriti artistici, considerato lo stato di necessità in cui versa.

Letto volte.

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