/Poesie/Poesie d'autore/ Miguel Torga
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Magicamente
storie e poesie






Oggi 12 agosto, nacque Miguel Torga, scrittore e poeta portoghese,
primo vincitore del Premio Camões nel 1989.




"Arrivo, accendo il camino, mi accomodo sul divano
e passo ore interminabili guardando in silenzio
le fiamme, immerso in una bruma di sentimenti ai quali
non riesco a dar voce.
É qui dove sento con più crudezza che mai potrò dare
espressione alla profondità della mia anima."




Dissonanza

La luce della sera
Carezza i frutti
Che il vento del mattino
Ha scolpito sulle bucce;
le nubi, lente, ricercano strade
nel cielo aperto come una brughiera;
ed un fiume indolente, e dipartito
nel suo letto di arena, rivoltato,
ecco ottiene avanzare articolato.

Lago finale di cose e di individui
Armonia di ogni cosa in cui mi annego!
Ieri, ora e in seguito,
incapace di un attimo sereno!
La vita è paura che non so domare.
Vivo in essa una quasi nostalgia
Di vivere…





Un Istante

La scena è silenziosa e breve:
In un pascolo,
Un agnello
Pascola delicatamente,
Rapita,
Mamma pecora smette di masticare,
E la vita
smette anch'essa di fissare.





Consolazione

Si rinnova il tuo pianto.
Ed ancora la forza dei tuoi giorni
nel candore di un manto
che ad infrangersi va contro gli scogli.

Insensibile il cielo,
e la sabbia insensibile:
sembri un fedele che si è perso
in altrui sinagoga.

Ma i gabbiani accompagnano,
fratello, il tuo dolore.
Essi, che uccelli sono e che si bagnano
nella schiuma che sgorga dal tuo cuore.





Notturno

Le quattro del mattino.
Vivi
Sotto l'arco del cielo,
io
e un cane magro come me.

Senza un accordo previo, senza nulla,
avemmo quest'incontro in questa via
a quest'ora marcata
dal segno della luna.

E qui andiamo adesso,
in un amore vagabondo
di chi non si conosce e si corteggia,
riempiendo noi due soli questo mondo.




Fiore preservato

Colgo, meravigliato,
il fiore del tuo sorriso;
e tutto intorno a me
si trasfigura:
il cielo è un mare azzurro sul quale navigano uccelli;
e le montagne, soavi
ondulazioni
della gran culla materna del mondo.
Turbato,
confondo
le sensazioni;
e solo so che la bacchetta magica
è il sole di petali che mi scalda la mano.
Figlia:
i poeti son folli.
E pochi
Ritengono
Che la follia
È il dono dell'eterno in ogni creatura.
Ma in questo testimonio assai commosso,
in questo carme erto
sul sepolcro delle ore
come un fascio di luce non conforme,
terrai, lungo la vita, intatta,dell'innocenza, che ora sei, la rosa.





Parola d'ordine

Lasciate passare chi va per la sua strada.
Lasciate passare
Chi va pieno di notte e chiar di luna
Lasciate passare e non gli dite nulla.

Lasciatelo: va solo
A bere acqua di Sogno a qualche fonte;
a coglier bianchi gigli
in un giardino che egli sa, di fronte.

Viene da Terra-di-tutti, ove ha casa
E dove torna spuntato il mattino.
Ora lasciatelo passare:

va pien di notte e di solitudine.
Diventerà poi
Un astro al suolo.





Unghia nera

Oggi,
né la vita mi fugge,
né io fuggo;
è non-so-che nel sole
ch'è sporco.

Miguel Torga








Breve cenno biografico dell'autore

Miguel Torga Craveirinha pseudonimo di Adolfo Correia da Rocha nacque São Martinho de Anta il 12 agosto 1907.
Figlio degli agricoltori fece i suoi primi studi presso un seminario cattolico di Lamego, poi, dopo la partenza del padre per il Brasile nel 1920, si iscrisse all'Università di Coimbra, dove studiò Medicina - e poi Otorinolaringoiatria - e rimase sino al 1933. Tornato nel suo villaggio natale, iniziò a pubblicare i suoi primi racconti per alcune riviste letterarie per tutta la fine degli Anni Trenta; tuttavia le sue prime poesie risalgono al 1928. A 27 anni assunse lo pseudonimo di Miguel Torga per onorare quelli che per lui erano i maggiori autori della Letteratura iberica: Miguel de Cervantes, l'autore del Don Chisciotte, e Miguel de Unamuno, scrittore e filosofo all'epoca ancora vivente; Torga in onore dell'erica, la pianta di montagna che gli era particolarmente cara.
Autore di romanzi (Vendemmia, 1945), racconti (Montagna, 1941) e drammi (Mare, 1941), è conosciuto soprattutto per la sua produzione poetica: la sua carriera letteraria iniziò infatti con una raccolta di poesie, Ansiedade (1928), cui seguirono Il secondo libro di Giobbe (1936), Alcuni poemi iberici (1952) e Orfeo ribelle (1958), opere in cui è espressa una poetica di esaltazione dell'individuo a confronto con le ingiustizie e la sofferenza del vivere.
Nel 1937 uscì la Creazione del mondo, primo volume di un vasto ciclo autobiografico; del 1941 è il Diario, in cui lo scrittore espresse la sua opposizione al fascismo e la sua irriducibile avversione per ogni forma di tirannia: opera d'inizio di una lunga serie, dal punto di vista stilistico si presenta come un interessante intreccio di poesia e prosa, in cui trovano spazio riflessioni morali, notazioni culturali e di critica sociale, abbozzi di racconto, note paesaggistiche e testi di alto valore poetico.
Letto volte.

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