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La leggenda del Lago di Misurina

A qualche chilometro da Cortina, si trova il lago di Misurina che, insieme ai più importanti e bei gruppi dolomitici, costituisce una delle punte di diamante di questa zona. La location di questo specchio d’acqua naturale, incastonato tra le Tre Cime di Lavaredo a nord, dai Cadini ad est e dal Marmarole e del Sorapis a sud, è tanto affascinante quanto la storia che sta dietro la sua origine.
Vuole la leggenda che un tempo, a capo della zona che si estende tra le Tofane e le Tre Cime di Lavaredo, vi fosse un potente e forte re chiamato Sorapis. Il sovrano rimasto vedovo, aveva una figlia di nome Misurina, per la quale nutriva un affetto ed una devozione inestimabili. Misurina era una ragazzina viziata e capricciosa, perennemente scontenta e sempre alla richiesta di qualcosa di nuovo. Nonostante ciò Sorapis, che adorava la figlia, non esitava mai ad accontentarla e ad assecondare i suoi atteggiamenti, i quali le venivano puntualmente perdonati perché attribuiti alla mancanza della mamma.



Un giorno Misurina venne a conoscenza dell’esistenza di una fata che viveva sulla cima del Monte Cristallo, la quale possedeva uno specchio magico che permetteva di leggere i pensieri delle persone. Ovviamente la ragazzina non esitò un istante a chiedere e a supplicare il padre perché l’accompagnasse sulle pendici del monte. E così fu, Sorapis condusse la sua bambina al cospetto della fata con l’obiettivo di farsi consegnare ad ogni costo lo specchio incantato. La fata fece di tutto per dissuadere il re e Misurina dall’avere lo specchio, ma alla fine, di fronte alle lacrime di Sorapis, non potè fare altro che acconsentire a cedere il suo prezioso oggetto a Misurina. Anche gli specchi magici però hanno un prezzo, ed in questo caso era molto alto. Sul monte Cristallo, la fata possedeva un bellissimo giardino pieno di fiori di ogni tipo, questi però appassivano sempre precocemente per l’eccesso di sole, così, come compenso per lo specchio magico, questa richiese che Sorapis si trasformasse in una montagna che avrebbe avuto lo scopo di tenere all’ombra il variopinto giardino fiorito. Misurina era talmente felice di tenere tra le mani il suo nuovo gioco che non si scompose minimamente all’idea di non rivedere più suo padre che in quello stesso momento si stava trasformando in un’enorme montagna con alberi al posto dei capelli e crepacci al posto delle rughe. Accecata dall’avidità, Misurina non si accorse di essere a centinaia di metri dal suolo e guardando a terra perse i sensi e cadde nel vuoto sotto lo sguardo inerme di Sorapis che non si era ancora trasformato del tutto. Il dolore per la morte della figlia che era la sua unica ragione di vita, spinse il re ad un pianto disperato, le cui lacrime formarono due grandi ruscelli che scorrendo verso valle andarono a modellare quello che oggi noi conosciamo come il lago di Misurina. Per quanto riguarda lo specchio, questo si infranse tra le rocce ed i suoi mille frammenti finirono nel lago, alle cui sponde diedero i riflessi multicolore che ancora oggi tingono i pensieri e la fantasia di coloro che ammirano le sue acque cristalline.

Letto volte.

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