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Magicamente
storie e poesie
Chi pensa che la poesia sia noiosa, inutile ed estranea alla nostra vita commette un errore. Perché in realtà il nostro cervello è letteralmente invaso da versi più o meno facili: dalle ninnenanne alle filastrocche, dalla pubblicità alle canzoni. Per quale motivo allora tanta gente proprio non sopporta la poesia? A questa domanda che cercano di rispondere Enzensberger e Berardinelli in un libro, dicendoci che cosa significa scrivere e leggere versi, spiegandoci secondo quali regole i poeti riescono a giocare meravigliosamente con le parole e fornendoci anche qualche indicazione sul «fai-da-te». Fra lettura e studio, ci viene suggerito, non dovrebbe esserci grande differenza: da Dante, il più difficile dei poeti, a Sandro Penna, in apparenza facile, leggere bene e con passione è già studiare.
La porta della poesia è sempre aperta: basta entrare.

Dire che la lettura è un atto anarchico non è esattamene come dire che la sola lettura libera è fondata sul libero fraintendimento. Se ho intenzione di diventare uno studioso di letteratura, sarò infatti libero di farlo: imparerò le diverse pratiche filologiche fondate sula devozione al testo, sulla fedeltà alla lettera e sull'immaginazione necessaria a capire che cosa l'autore non sapeva di aver detto. Anche scegliere di essere filologo è un atto anarchico. Non tutti gli studenti, però, non tutti i lettori faranno questa scelta. Né saranno obbligati a farla.

 



CHE NOIA LA POESIA
Pronto soccorso per lettori stressati
di Hans Magnus Enzensberger e Alfonso Berardinelli

Ed. Einaudi
Prezzo 16 Euro

Letto volte.

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