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La notte dei cristalli


Sono trascorsi due giorni da quella che la stampa ora chiama Kristallnacht, la notte dei cristalli, dei vetri infranti.
Mi sono incaricato io, ora che sono capitano e Heydrich mi stima. di più, di raccogliere dei dati sugli avvenimenti di quella storica notte.
Il capo era rilassato, sorseggiava del cognac, stava ascoltando il Siegfried.
« Wagner è un mago », ha detto. «Un mago. Ecco, Dorf, cosa può produrre un puro animo ariano. »
Sono rimasto ad ascoltare per un momento, perché detestavo interrompere le sue fantasticherie.
« Che accordi », « ha detto, che accordi sublimi. »
« I rapporti sull'azione, sigrore. Sulla Kristallnacht.»
La musica ossessionante di Wagner, credo che si trattasse del Viaggio sul Reno, sembrava un accompagnamento al mio rapporto piuttosto grave. C'erano stati trentasei morti. Quasi tutti gli ebrei che avevano opposto resistenza. La stampa estera non poteva far scalpore per questo. Sessanta sinagoghe erano state date alle fiamme e più di ottocento negozi e aziende ebraici erano stati distrutti.
Dove i nostri sembravano aver passato il limite era negli arresti. Più di trentamila ebrei erano stati imprigionati.
Heydrich ha alzato gli occhi. « Trentamila? Dio mio, che stupidi. Riempiranno Buchenwald in una notte. »
Ha spento il grammofono. « Non importa. Alla fine lo riempiremo. E avremo bisogno di molti altri Buchenwald. I nostri nemici, tutti quanti, ebrei, comunisti, socialisti, massoni, slàvi, dovranno essere tutti rinchiusi, se resistono.» 
« Può darsi che ci siano proteste, generale. Boicottaggi. Azioni di rappresaglia. »
Heydrich è scoppiato in una risata. Che uomo controllato! Corre voce che, una notte, in un momento d'ira, in preda all'alcool, abbia fatto fuoco con la sua Luger alla propria immagine in uno specchio (ma mi rifiuto di credere a questa storia).
« Rappresaglie? » ha chiesto. «Perché qualche ebreo è stato bastonato? Dorf, la stagione della caccia all'ebreo è sempre aperta. »
« Suppongo di si. Quasi come se avessimo un precedente morale per punirli. Dopo duemila anni... »
« Precedente morale! » Heydrich ha riso di nuovo. « E' meraviglioso. »
« Mi scusi se ho detto qualcosa di stupido. »
« Ma no, capitano. Naturale che c'è un precedente morale. E uno religioso. E uno razziale. E, soprattutto, i valori pratici. In quale altra maniera unire il nostro popolo? »
Ha messo un altro disco. lo ho lasciato i miei rapporti sulla Kristallnacht sul suo tavolo di lavoro e stavo per andarmene.
« Ancora neutrale riguardo agli ebrei, Dorf? »
« No. Capisco benissimo la loro importanza per noi », ho detto.
« E' la minaccia che rappresentano. Lei conosce il credo del Fiihrer. Gli ebrei sono esseri subumani, creati da
qualche altro dio. La sua intenzione, è tutta spiegata in dettaglio, è mettere ariano contro ebreo finché l'ebreo non sia distrutto. »
L 'ho ascoltato assentendo.
« E se un giorno, questo il Fuhrer me l'ha detto personalmente, milioni di tedeschi dovranno morire in un'altra guerra per compiere il nostro destino, egli non esiterà ad annientare milioni di ebrei e di altri parassiti. »
Ho provato una strana sensazione ad ascoltare la sua voce calma, mentre udivo la musica celestiale di Wagner levarsi in alto nella stanza.
Lui ha fatto sembrare la cosa logica, inevitabile, il compimento di qualche ineluttabile processo storico.


Berlino Novembre 1938

da Il diario di ,

Letto volte.

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