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Poesie tematiche III




Nel mese di ottobre le giornate si vanno accorciando e viene subito sera. Anche i fiori delle aiuole non sono più freschi: sembrano stanchi e malati. Hanno i colori spenti. A ottobre però arrivano le castagne e l'uva e colori stupendi di boschi e alberi della tonalità del sole. 



Poesia di Ada Negri
Sole d'Ottobre

...È così pura questa
gioia fatta di luce e d'aria: questa
serenità ch'è d'ogni cosa intorno
a te, d'ogni pensiero entro di te:
quest'armonia dell'anima col punto
del tempo e con l'amore che il tempo
guida.
Non più grano, né frutti ha ormai la
terra
da offrire. Sta limpido l'Autunno
sul riposo dell'anno... Il fisso
azzurro, immemore
di tuoni e lampi, stende il suo gran
velo
di pace sulle rosseggianti chiome
delle foreste. Quand'è falciata
la spiga, spoglia la pannocchia,
rosso
il vin nei tini, e le dorate noci
chiaman l'abbacchio, e fuor del
riccio scoppia
la castagna, che importa la
minaccia
dell'Inverno, alla terra?..
Trasparente luce
d'ottobre, al cui tepor nulla matura
perché già tutto maturò: chiarezza
che della terra fa cosa di cielo.



Era l’ottobre di nuovo… un glorioso ottobre, tutto rosso e oro, con mattine dolci in cui le valli sono piene di nebbie delicate, come se lo spirito di autunno le avesse versate per mitigare il sole – nebbie color ametista, perla, argento, rosa e fumo-blu. (Lucy Maud Montogomery)







Attilio Bertolucci (1911-2000) ci porta In treno in questo mese. 
La poesia è tratta da Viaggio d’inverno (1971):

Ottobre

Non ricordavo un ottobre
così a lungo sereno,
la terra arata sarchiata
pronta per la semina,
spartita di viti rossastre
molli come ghirlande.
Ma non ditemi non ditemi
che è una stagione clemente:
il fumo che la stria
sale da foglie che non sono più,
le cene brillano sparse.
Perché non si aspettano i morti?




I pioppi di ottobre sono fiaccole che illuminano la via per l’inverno. (Nova S. Bair)



Cristina Campo (1923-1977) scrive nella poesia Dolce ottobre, 
tratta da Passo d’addio (1956)

Si ripiegano i bianchi abiti estivi
e tu discendi sulla meridiana,
dolce Ottobre, e sui nidi.

Trema l’ultimo canto nelle altane
dove sole era l’ombra ed ombra il sole,
tra gli affanni sopiti.

E mentre indugia tiepida la rosa
l’amara bacca già stilla il sapore
dei sorridenti addii.



Poi l’estate svanisce e passa, e arriva ottobre. Si fiuta l’umidità, si sente una chiarezza insospettabile, un brivido nervoso, una veloce esaltazione, un senso di tristezza e di partenza. (Thomas Wolfe)



Congedo è il titolo di una poesia di Franco Fortini (1917-1994) da Poesia e errore (1959)

Piccola notte, è I’ora di lasciare
La lampada, e dormire.
Quali voci per le vie
A quest’ora? È I’ottobre
Dei carbonai, la nebbia.

Questo piccolo mondo ora non duole
Ed è buio e lontano
Coi suoi deboli treni.
È l’ora di lasciare
La lampada e guardare

Senza rimpianto il sonno.

Letto volte.

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