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Magicamente
storie e poesie
Ecco una lista che cerca di stabilire quali libri stessero leggendo gli sfortunati passeggeri della celebre nave affondata nella notte fra il 14 e il 15 aprile del 1912, il Titanic, naturalmente.

  



Purtroppo alcune delle opere citate nell'elenco hanno perso lo smalto originale e non godono più della fama di un tempo: è il caso di Rebecca of Sunnybrook Farm di Kate Douglas Wiggin, When a Man Marries di Mary Roberts Rinehart, The Net del pallanuotista e scrittore Rex Beach e The Jungle (La giungla) di Upton Sinclair. Ma la lista propone anche molti autori famosi e grandi classici: per esempio, è altamente probabile che in prima classe ci si dilettasse leggendo La casa della gioia di Edith Wharton, Gli ambasciatori di Henry James, Casa Howard del britannico E. M. Forster, Nostra sorella Carrie del padre del romanzo americano Theodore Dreiser, Il richiamo della foresta di Jack London, Lord Jim di Conrad e Il meraviglioso mago di Oz di L-Frank Baum. I passeggeri più impegnati, invece, probabilmente preferivano rifugiarsi tra le pagine di Freud per poi fare sfoggio delle loro conoscenze psicoanalitiche a cena con il capitano. 




A bordo c’erano anche una cinquantina di italiani (ai due camerieri romani “riscoperti” di recente sarà dedicata una targa in Campidoglio). Avrebbero potuto leggere “Forse che sì forse che no” di D’Annunzio, pubblicato nel 1911. Dello stesso anno è la seconda parte di “Altezza reale” di Mann, già notissimo. Morte a Venezia è del ’12, forse non ancora edito.

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